L'Apologia di Focrate

(di Markus l'Orribile)

 

 

SOCRATE: Mostri proprio di aver detto un discorso non da poco sulla conoscenza: è ciò che disse anche Protagora.

Ma egli disse le stesse cose in altro modo. Disse infatti che «l'uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono, in

quanto sono, di quelle che non sono in quanto non sono». Le hai lette queste cose?

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: Egli dunque un presso a poco dice così: quale sembra ciascuna cosa a me, tale codesta è per me; e quale

sembra a te, tale è per te. E tu, sei una foca.

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: Può darsi che un uomo tanto saggio non dica sciocchezze: forse che talvolta quando soffia lo stesso

vento l'uno di noi ha freddo e l'altro no? E l'uno poco e l'altro molto?

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: Allora diremo dunque che questo vento, di per se stesso, è freddo o non freddo? O daremo ascolto a

Protagora, per cui, per chi ha freddo è freddo, e per chi non ha freddo, non lo è?

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: E non appare dunque così, all'uno e all'altro di noi?

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: Ma l'apparire è anche averne la sensazione.

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: Dunque fantasia e sensazione rispetto al caldo e ad altri casi di questo genere sono la stessa cosa. Quale

ognuno prova per sensazione una cosa, tale mostra di essere per ciascuno la stessa cosa.

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: Sensazione poi di ciò che è realmente, è sempre anche indenne da errore in quanto è conoscenza.

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: Per le Cariti! Dunque fu proprio un sapientone Protagora che a noi, feccia grossolana, disse queste cose

per enigmi, ma ai suoi scolari invece, in segreto, disse la verità!

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: Te lo dirò: ed è una sapienza non da poco questa: nessuna cosa di per se stessa è una sola, né

correttamente si potrebbe chiamare alcuna cosa né quale che sia, ma, se tu vai proclamando che è grande, appare anche

piccola, e se tu dici che è pesante, può sembrare anche leggera, e così per tutte le altre, perché niente è uno, né come, né

quale. Dall'essere portate, al muoversi, al congiungersi delle cose fra di loro, derivano tutte quelle che noi diciamo

esistere, esprimendoci in maniera non corretta. Infatti nulla è mai, ma sempre diviene. Su questo problema tutti i

filosofi, di seguito, tranne Parmenide, è da ammettere che concordino, Protagora, Eraclito, Empedocle,  e i poeti più

grandi, dell'uno e dell'altro genere di poesia, Epicarmo della commedia, Omero della tragedia,  il quale dicendo:

generatore degli dèi fu Oceano e madre Teti affermò che tutte le cose discesero dal flusso e dal moto. O non ti pare che

dica così.

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: E chi potrebbe opporsi ancora a un tale esercito e a uno stratega come Omero, senza diventare ridicolo?

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: No certamente, foca Pixie. Poiché anche questi sono segni sufficienti con il ragionamento e il sembrar

essere e il divenire li determina il movimento, mentre la stasi genera il non essere e l'andare in rovina. Infatti il calore e

il fuoco che generano e reggono tutte le altre cose, sono a loro volta generati dal movimento e dallo sfregamento.

Non sono forse queste le origini del fuoco?

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: E anche la schiatta degli esseri viventi vien generata da questi stessi elementi.

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: Ebbene la condizione del nostro corpo non si rovina con l'ozio e la pigrizia, mentre si mantiene molto a

lungo con l'esercizio fisico e il movimento?

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: E la buona condizione nell'anima non si acquista con l'apprendimento e con la cura, che sono

movimenti, e si mantiene e diventa migliore, mentre con la placidità che è assenza di apprendimento e di cura, non

impara nulla e dimentica anche quello che impara?

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: L'una cosa dunque, il movimento, è un bene per l'anima e per il corpo, mentre l'altra invece è il

contrario?

FOCA PIXIE: Arf.

SOCRATE: E devo ancora intrattenerti sull'assenza dei venti e sulla tranquillità del mare e altre cose simili, per dirti

che la calma corrompe e rovina e il contrario invece mantiene? E oltre ciò devo aggiungere come termine la catena

d'oro che niente altro è se non il sole come dice Omero, e rende chiaro che, finché esiste l'orbita dell'universo che si

muove e anche il sole, tutte le cose esistono e si mantengono tra gli dèi e per gli uomini, ma se tutto questo si arresta,

come avvinto nei ceppi, ogni cosa andrebbe in rovina e tutto, come si suol dire, finirebbe sottosopra?

FOCA PIXIE: Arf.

 

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