Enrico e lo Scemo

di Markus

 

 

personaggi:

Il MAESTRO gelataio;

ENRICO;
il Questore ZANCHETTA;

Galileo POMPONAZZI.

 

La scena si svolge nel laboratorio del maestro

 

Scena prima

Questore, Maestro

 

ZANCHETTA: Carissimo maestro, la Pro Loco ha organizzato per domani sera una grande festa per celebrare i nostri tre concittadini più illustri.

MAESTRO: E chi sareberooo?

ZANCHETTA: Il grande scienziato universale Galileo Pomponazzi; Carugatti Samantha, la concorrente del noto reality show “L'isola delle sciacquette”; e naturalmente tu, maestro.

MAESTRO: Iò sono molto onoratoooo... non me laspetavooo.... per le medalie di Sant'Ermàgoraaaa...

ZANCHETTA: Sarebbe simpatico, maestro, se tu preparassi per l'occasione una selezione dei tuoi favolosi gelati.

MAESTRO: Certo, sior questoreeee!

 

 

Scena seconda

Maestro, Enrico

 

ENRICO (con il giornale in mano): Capoooo, lo sapevi che l'acua caldaaa, l'ha scoperta il Pomponassiiii?

MAESTRO: Enricooo, lasciami in paceeee! Domani seraaa cè la festaaa per i nostri concittadini ilustriiii... e uno sono iò!

ENRICO: Capoooo, iò non ci sonoooo?

MAESTRO: Quando faranno una festa per i baluba più ilustriiii, te ci sarai sens'altrooooo! Giratiii!

ENRICO: Mi giro micaaaa, lo so che mi vuoi dare i calciiii!

MAESTRO: Va bon, vuol dire che aloraaa, ti do i cefoniiii! (lo schiaffeggia) La festaaaa... te la facio iò, la festaaaaa!

ENRICO: Ahia, capoooo!

MAESTRO: Disgrasiato di un sempiooo, iò devo preparare il gelato per domani seraaaaa! E dato che stavolta voglio che ci son mica pasticiiii, lo facio tuto iò da solooooo! Te vienimi mica fra i piediiii!

ENRICO: Ma capooo, iò ti aiutoooo!

MAESTRO: Che aiutooo e aiutoooo, che aiuto d'Egitoooo, tanacaaa che non sei altroooo! Sparisciiii! Non voglio essere disturbatooooo! Vai ai baraconiiii, vai! (mima di dargli un calcio; Enrico esce) Va bon, adesso facio merendaaa con un panino e una botiglia di sgnapaaaa, e poi un bel pisolinoooo... (carica la sveglia) mi punto la svegliaaaa, dormo un paio d'oreteee e mi meto a preparare il gelatoooo...

 

 

Scena terza

Maestro, Enrico

 

ENRICO: Capoooo, mè venuto in menteee che i baraconiiii, ci sono micaaaa... oh, il capo dormeeee! (cammina in punta di piedi) Mà deto che non vuole esere disturbatoooo... (vede la sveglia) meno male che me ne sono acortoooo! Tra dieci minutiiii suona la svegliaaaa, e lo disturbaaa! (disinserisce la suoneria) Ora può stare tranquiloooo!

 

Scena quarta

Maestro, Enrico, poi Questore, Pomponazzi

 

MAESTRO (si sveglia): Ma... ma... che ore sonoooo?

ENRICO: Capoooo, hai vistoooo, non ti ho disturbatoooo! Hai dormito trenta oreeeee!

MAESTRO (si alza in fretta): Trenta oreeee? Ma per la branda di Sant'Ermàgoraaaa, la svegliaaaa, non ha suonato la svegliaaaa?

ENRICO: Lò stacata iò!

MAESTRO: Lai stacata teeee?

ENRICO: Non volevi esere disturbatoooo...

MAESTRO: Enrico, vieni quaaaa, preferisci i calciiiii, o i cefoniiii?

ENRICO: Ma capoooo, lai detto teeee, che non volevi esere disturbatoooo...

MAESTRO: Non volevo che mi disturbavi teeee, mentre che lauravoooo! No mentre che dormivoooo! (lo prende a calci e lo schiaffeggia, contemporaneamente) Ti do i calciiiii, e ti do i cefoniiii insiemeeeee! Oraaaaa, il gelato per la festaaaaa, non cè più tempo di farloooo! Sempioooo!

ZANCHETTA (entrando insieme con Pomponazzi): Maestro, c'è un grande problema! Bisogna sospendere la preparazione del gelato!

MAESTRO: Cosaaaa?

ZANCHETTA: La signorina Samantha è allergica al gelato! Il solo odore le fa venire degli antiestetici eritemi su tutto il corpo, e questo, in vista della sua esibizione di ballo, prevista per la serata, sarebbe stato un problema. Certo, averlo saputo prima... ti avrei risparmiato il lavoro...

MAESTRO: Va bon, Enrico, se è così non ti do più i calciii. (continua a schiaffeggiarlo) Però un altro po' di cefoniiiii sìììììì.

ZANCHETTA: E non è tutto, Maestro: qui c'è uno stramilione.

MAESTRO: E che roba lè? Un premioooo? Una ricompensaaa?

ZANCHETTA: Veramente non c'è nessun premio, tuttavia venendo ho notato un sacchetto contenente uno stramilione, che qualcuno ha perduto nell'ingresso del tuo laboratorio. Se tra un anno nessuno lo avrà reclamato, sarà tuo di diritto.

MAESTRO: Che belessaaa!

POMPONAZZI (guardando il bancone dei gelati): Puah, che gusti dozzinali, niente a che vedere con lo squisito Gran Cono Pomponazzi che ho inventato l'altro ieri.

 

(sipario)
ENRICO in:

LA SCENA E LO SCEMO

 

personaggi:

 

Il MAESTRO gelataio;

ENRICO;
il Questore ZANCHETTA;

Eugenio SANCHEZ MOLINA.

 

La scena si svolge nel laboratorio del maestro

 

Scena prima

Questore, Maestro, poi Enrico

 

ZANCHETTA: Carissimo maestro, come sai, domani sera, in occasione della Sagra del Bollito Misto, la filodrammatica del paese rappresenta “Il giardino dei ciliegi”.

MAESTRO: E i ciliegiii, chi ce li meteeee?

ZANCHETTA: Ma no, maestro, i ciliegi non ci sono, è un celebre dramma di Cechov!

MAESTRO: Iò sono gnoranteeee...

ZANCHETTA: Per festeggiare gli attori, prima della rappresentazione vorremmo offrire loro una coppa del tuo meraviglioso gelato.

MAESTRO: Sior questoreeee, è un gran onoreeeee! Ho fato la rimaaaa, sono un poeta anche iò come il Cecco!

ZANCHETTA (ride): Anche tu sei un artista, maestro! Bando agli scherzi, è una giornata importante, pare che un noto critico assisterà alla rappresentazione. Una sua recensione positiva potrebbe schiudere ai nostri ragazzi le porte del successo.

ENRICO (sopraggiunge) Schiudere le porteeee? Anche loro sono rimasti chiusiiii nel sgabusinoooo?

MAESTRO: Enricoooo, per la dispensa di sant'Ermàgoraaaaa, sparissiiii! Te non eri mica chiusoooo, bastava girare la maniliaaaaa!

ENRICO: Ma maestrooooo, iò con le seratureeeee, non mi ci trovoooo!

MAESTRO: E perché col restoooo... va bon, pensiamo al gelatoooo. Visto che è la sagra del bolitooooo, facio il gelatooooo ai capeletiiii in brodooooo.

ZANCHETTA: Tutti i tuoi gusti sono squisiti, maestro.

MAESTRO: Ma su, sior questoreeeee, lei mi confondeeee!

ENRICO: E poi mica li à asagiati tutiiiii!

MAESTRO (lo prende a calci)

 

Scena seconda

Maestro, Enrico

 

MAESTRO: Enricooo, vieni qua!

ENRICO: Capoooo, che cè?

MAESTRO: Ti do i cefoniiii! (lo schiaffeggia)

ENRICO: Ahia, capoooo! Ma non ò mica fato nienteeeee!

MAESTRO: Disgrasiato di un sempiooo, devo mica aspetare che fai i mal lavoriiiii, per darti i cefoniiiii! E anca un po' di calciiiiii! (lo prende a calci) Che te le meritiiii sempreeeee!

ENRICO: Ma capooo, ahiaaaa!

MAESTRO: Va bon, adesso che ti sei piliato le bòteeeee, vai a fare il gelato ai capeletiiii in brodooo, tanto che iò mi bevo un paio di sgnapeeee! (esce)

 

Scena terza

Enrico solo

 

 

ENRICO: Aloraaaa, i capeletiiii li ò trovatiiii, ma il brodoooo... è nela dispensaaa, e la dispensaaa, lè chiusa a chiaveeee... (in distanza si sente russare) Il capo dormeeee, se lo svelioooo, si arabiaaaa... se non facio il gelatoooo, si arabia pureeeee... (prova la maniglia) Ma è proprio chiusaaaaa.... va bon, magari in questo armadietooooo.... cè un flaconeeee che l'etichetaaa, si legge mica beneeee.... b... r.... o... poi è sbiaditoooo... ma è sens'altro il brodoooo....

 

Scena quarta

Maestro, Enrico, poi Questore, Sanchez Molina

 

MAESTRO (guardando la dispensa): Enricoooo, finalmente ài imparato a usare le manilieeee...

ENRICO: No, capoooo, era chiusa a chiaveeee... son riussito mica ad aprirlaaaaa....

MAESTRO: Ma che a chiaveeeee, tanacaaaaa! Papalaaaa! Per la seratura di Sant'Ermàgoraaaa, devi girare la maniliaaaa, no spingerlaaaa!

ENRICO: Ma capoooo, iò lò tirataaaaa!

MAESTRO: Ma manco tirarlaaaaaa! Girarlaaaaaa! (la gira e apre la dispensa). Ma ora che ci pensoooo, se ài mica aperto la dispensaaaaaa, che ciai messoooo, nel gelatooooo? (guarda dentro la dispensa) Per la pignataaa di Sant'Ermàgoraaaaa! Il brodooooo, lè ancora tuto quaaaaa!

ENRICO: Ciò messo laltro brodooooo.

MAESTRO: Che altro brodooooo, cè mica dell'altro brodo in casaaaa!

ENRICO: Sì che cè, nel'armadietoooooo!

MAESTRO: Nel'armadietooooo, ce nè micaaaaaa!

ENRICO (porge il flacone vuoto)

MAESTRO: Sempiooooo! Simunitoooooo! Disgrasiatooooo! Te sei un papalaaaaa! Che cè scritooooo, sul'etichetaaaa?

ENRICO: B, r, o... poi si lege micaaaaa...

MAESTRO (piangendo): B, r, o... Cè scrito bromurooooo, cè scritooooo! No brodoooooo! Enricoooo, dati i calci da solooooo.

ENRICO (tentando di prendersi a calci): Capooooo, ci riesco micaaaa.

MAESTRO: E aloraaa ci penso iò! (lo riempie di calci)

ZANCHETTA: Maestro, è successa una cosa incredibile! I ragazzi della filodrammatica hanno fatto uno spettacolo rivoluzionario... il critico è entusiasta....

MAESTRO: Sior questoreeeee, intanto che lei parlaaaa, ci dispiace che do i calci a sto tanacaaaa? Che mà messooo il bromuro nel gelatooooo!

ZANCHETTA: Bromuro nel gelato? Ora capisco... ma allora...

SANCHEZ MOLINA (irrompe entusiasta): Dormono! Dormono tutti!!! Geniale, iperbolico, inusitato!

ZANCHETTA: Maestro, ma allora... il bromuro... il gelato... prima di andare in scena... quindi è merito vostro... e lo stramilione messo in palio dalla Rivista “Tespi Oggi” deve andare a voi! (gli porge un sacco di soldi).

MAESTRO: Capisco mica nienteeee, sior questoreee, ma grasieeee! Enricoooo, siamo richiii! Ti do ancora cento calciiii e poi bon!

SANCHEZ MOLINA: L'impossibilità di agire... il teatro che nega se stesso... espropriati della coscienza... convenzioni che opprimono...

ENRICO: Capoooo, se ciai capito mica teeee, figurati iò!

SANCHEZ MOLINA: Evidenti echi della ormai classica messinscena di “Pierino il fichissimo” firmata da Sir Peter Hall... Una fortissima denuncia della valenza ipnagogica della società dei consumi...

 

(sipario)

 

 

 

 

 

Giuristipernasolandia, 15 settembre 2007


 

 

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