Eugenio Sanchez Molina

(di Markus)

 

FIAT PUNTO

(?)

 

Se siete fortunati, e vi trovate a bordo di un elicottero che sorvola la rete autostradale, può capitarvi di assistere ad uno dei più sorprendenti esordi di questa eccellente stagione teatrale. Occorre fortuna perché il magnifico performer il cui nome si ignora, e che potremmo identificare solamente con la targa della sua vecchia Fiat Punto – targa che, per la verità, non ricordo – si esibisce senza preavviso di tempo e di luogo.

All’inizio dell’azione scenica – ma è poi corretta la definizione di azione? Se il dramma è agire (dran), se actor è deverbale di ago, è concepibile un dramma passivo, in cui l’attore (l’atto?) è agito, non agit sed agitur, ou drai alla draitai? – il misterioso performer si trova alla guida di una vecchia Fiat Punto incolonnata nel traffico, su un’autostrada diretta verso il mare. Per ore il veicolo è trascinato dal flusso degli altri veicoli; meccanicamente innesta la prima, la seconda, frena, mette in folle, di nuovo la prima, di nuovo la seconda, talora la terza, ancora frena, avanza di pochi metri, si ferma, poi avanza, poi si ferma.

Con vertiginosa contaminazione di prospettive chi agisce (è agito) diventa indistinguibile dallo spettatore; a rigore nulla ci consente di distinguere il protagonista dagli altri guidatori che, a migliaia, costituiscono insieme la platea e la scena, il fine e l’ostacolo della catarsi. Sin troppo evidente per lo spettatore smaliziato la potente denuncia del consumismo di massa, della società del divertimento forzato, e insieme il disperato grido di allarme sulla perdita di identità dell’uomo moderno, sulla simbiosi carceraria che lega ormai indissolubilmente l’uomo e il congegno, la carne e il metallo.

Ma il tono è volutamente dissacrante e grottesco, come è naturale in una dimensione teatrale che recupera lo spirito della giullarata itinerante, aggiornandolo alla lettera del nuovo medioevo tecnologico.

E allo spettatore accorto non possono sfuggire le evidenti influenze di certe titaniche messinscene di Piscator; penso, ad esempio, al suo Knock, il trionfo della medicina o al memorabile dittico formato da Cuando calienta el sol… vamos a la playa e La liceale al mare con l’amica di papà.

Apocalittico

Voto: 5 stelle (su 5).

 

 

 

 

 

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