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Vite da Giuristi per Naso
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Ogni epoca ha i suoi eroi. Nell'età argentea si scrivevano le Vite dei Cesari. Nei Secoli Bui, quelle dei Santi. Oggi, quelle dei Giuristi per Naso. Avete scoperto che l'idraulico vi tradisce con vostra moglie ? Pensate che a Dio non serva un commercialista ? Credete che sia Piero Angela a portare i regali di Natale ? Vi meritate le Vite dei GpN, episodi di vita vissuta, frammenti della filosofiaGpN, prima del Trattamento Sanitario Obbligatorio. |
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INDICE:
| 1) Il marketing vincente | 2) Penzolare pallido e assorto | 3) Basta con I Clandestini |
| 4) Commozione cerebrale | 5) Equivoci in tazza | 6) I piedi di Ugo |
| 7) Soggiorno Scandinavo | 8) Incontri sull'autobus | |
| 10) Il Marketing vincente II | ||
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I piedi di Ugo. I puntata (di Luca)

Se l'umanità di una persona deve considerarsi correlata agli
effluvi
pedestri, vorrei ricordare un evento che riguarda il Ns. buon
sodale Ugo
(sia ben chiaro, lo faccio a sua difesa, non per diffamarlo
in maniera
ignobile).
Gli antefatti: Ugo (mi pare in compagnia di un non celebre
pianista che
successivamente optò per escelte che ritengo opinabili ma che
comunque
rispetto), si trovava in Mittel Europa o nel
nord Europa, ora non ricordo bene, ed oltre al suddetto
compagno di viaggio
era dotato di un biglietto ferroviario a chilometraggio
illimitato di durata
mensile (il mitico inter rail).
Avendo ancora qualche lira in tasca e 5-6 giorni di validità
del biglietto,
i due decisero di "dare un occhio" al tabellone partenze
della locale
stazione, avvedendosi che un treno, in partenza alle ore
13.00 dello stesso
giorno, sarebbe arrivato ad ATENE alle ore 16.00 del giorno
successivo. Al
grido di "Facciamo l'atto!", i due figuri si imbarcano di
corsa sul treno in
partenza.
Deve, a questo punto, specificarsi che:
1- i due, nella foga, non si erano neanche premuniti di
prendere con sè un
panino, una bottiglia d'acqua, od altro genere di conforto
che permettesse
di sopravvivere per più di tre ore;
2- il suddetto Ugo aveva ai piedi un paio di Scarpe
"Superga", che, come
tutti sanno, rendono il piede un laboratorio chimico
sperimentale dopo circa
venti minuti di utilizzo;
3- i due, alle ore 18.00 del giorno successivo, capirono che
il treno NON
sarebbe arrivato dopo poco più di 24 ore, ma dopo più di 48
(il giorno di
arrivo era quello successivo ancora!);
4- sempre il Ns. Ugo, per le proprie intrinseche pudicizia e
gentilezza
d'animo, non osò togliersi le scarpe per tutta la durata del
viaggio.
Arrivati nella ridente capitale greca i due amici, in
crisi
estatico-artistica-disidratica si recarono immediatamente
sull'acropoli.
Ivi giunti, Ugo, pensando che all'aria aperta poteva
momentaneamente
dimenticare le proprie remore, si tolse calze e scarpe.
Turisti di tutto il mondo (lontani anche più di venti metri),
scapparono
disgustati.
Tutto ciò per amore di verità; è infatti a dirsi che
l'aneddoto mi fu
raccontato dai due, in due diverse occasioni ed in maniera
identica (per cui
o è proprio vero, o i due sono gli sceneggiatori segreti dei
F.lli Vanzina).
Luca lo storico
PS: Dimenticavo: tutto ciò è successo in tempi non sospetti,
ormai una
quindicina di anni fa.
Ugo, in realtà, è sempre stato un pioniere su questi
temi.
PPS: poco dopo furono avviati gli interventi di restauro del
Partenone,
considerati assolutamente "non ulteriormente
procrastinabili".
Luca
COMMOZIONE (cerebrale?) (di Innominato)
Stamattina sono salito sull'autobus, mi sono avvicinato
all'obliteratrice
per timbrare il biglietto.
Ma la maledetta macchinetta non ne voleva sapere di
obliterare alcunchè.
Trascorsi 5 secondi (tempo ormai più che sufficienti a farmi
mollare i miei
ormai logoratissimi freni inibitori) incominciavo, come di
normna, a dare in
escandescenze, maledicendo i dirigenti A.M.T. sino alla nona
generazione (la
bibbia arrivava sino alla settima, ma era troppo generosa a
mio avviso) per
cadere poi in una crisi mistico luddista, in cui rimpiangevo
quando ero
bambino, e, appena salito sul bus, potevo vedere l'immagine
imperiosa ma
paternamente protettrice e rassicurante del bigliettario che
vendeva quei
piccoli biglietti rosa o verdi a 70 lire.
Mi si avvicina un vecchietto, che commosso mi stringe un
braccio e mi dice:
"sapesse come la capisco"; poi si asciuga una lacrima e
aggiunge: " però
dentro alla macchinetta ci deve mettere il biglietto, non la
tessera del
bancomat".
Solo allora ho capito che quello che cercavo di infilare
nell'infernale
obliteratrice era il bancomat, e non il biglietto.
Sono sceso lentamente alla prima fermata.
E sul marciapiede ho pianto.
Innominato
Equivoci in tazza (di Kylie Minogue)
Ero in autostrada, quando decisi di fermarmi ad un autogrill
per andare
alla toilette. Il primo bagno era occupato, quindi entrai nel
secondo.
Appena mi siedo sulla tazza sento una voce proveniente
dall'altro bagno:
- Ciao, come va?
Non sono molto propenso a fraternizzare nei bagni degli
autogrill, non
so che mi è preso, ma alla fine ho risposto:
- Mah, si tira avanti...
E l'altro prosegue:
- E cosa fai di bello?
Ma guarda! Comincio a trovare la situazione un po' bizzarra,
ma gli
dico:
- Beh, quel che fai tu... sto facendo la cacca..
A questo punto sento il tipo che dice, irritatissimo:
- Senti, ti richiamo più tardi, c'è un coglione qui a fianco
che
risponde a tutte le mie domande!
Kylie Minogue
Incontri sull'autobus (18 luglio 2002) (di Principe Myskin)
Autentica-
Ho molti amici strani.
Il più strano è, certamente, Carlo. Mi incontra oggi sull'autobus
con mio
figlio, lo guarda e gli brillano gli occhi. Mi dice: "Sai che presto ne
avrò
uno anch'io ?"
"Che bello ! Quando ?"
"Tra un anno e mezzo"
. Avrà sposato un capodoglio ?
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